Scrivere e parlare di relazioni è il mio lavoro come avvocato, ma scrivere e parlare di relazioni dal punto di vista della “legge” non significa comprenderne nel profondo le dinamiche. Ogni partner porta con sé non solo sé stesso, ma anche le "fantasie" e le "impronte" delle proprie famiglie di origine e questo " affollamento" nel letto, che è la zona intima e personale della coppia, può creare conflitti e difficoltà nella relazione di coppia che è immancabilmente influenzata dalle rispettive familiari di origine. Un po' come la zona pericolosa di certe fabbriche dove chi deve entrare necessita di un pass specifico….
Ecco appunto, le relazioni. E le nostre, come sono? Di cosa è fatto quel “fondo” della coperta su cui poterle cucire, rammendare e a volte, perché no, anche tagliare?
Se ci pensiamo bene, quel tessuto sul quale confezioniamo abiti su misura proviene, anche, dalla nostra famiglia, dai nostri nonni, da nostra madre, da nostro padre, da noi figli e figlie, dai nostri figli, nipoti, da tutte le persone vive alle quali siamo legate da legami di sangue ma anche di tutte quelle persone morte, che ci hanno preceduto e delle quali, spesso, conosciamo appena il nome.
Le relazioni di coppia e le famiglie. Siamo tutti figli se siamo qua, essere genitori è una scelta. Siamo generati da una coppia, noi stessi molto probabilmente viviamo in coppia, siamo circondati da coppie. Eppure quanto è difficile a volte comprenderle perché ci si addentra dentro un “sistema” e, a volte, è difficile distinguere l’identità di coppia dalla identità dei singoli individui che la compongono.
Uno più uno fa tre, dove il terzo è la coppia come “essere vivente che tesse la propria storia”, come sistema evolutivo e creativo, come un “essere” diverso dalla somma dalle singole individualità che lo compongono (Philippè Caillè).
E quella coppia di quante altre coppie è poi formata se ognuno dei due individui ha a sua volta due genitori che hanno due genitori e così via?
Ecco che mi rincorre nella mente l’immagine molto suggestiva e anche un po’ buffa ma sicuramente molto realistica del letto a sei piazze, dello psichiatra sistemico Rodolfo De Bernard.
Ed ecco che rifletto sul perché ho scelto, non a caso, di intraprendere questo percorso formativo.
Quando ho iniziato a riconoscere come il “sistema” famiglia influenza il singolo componente e la coppia, si è modificato il mio sguardo anche su me stessa.
Dal sistema famiglia a me stessa, come sta Chiara nel suo sistema famiglia e come il suo sistema influenzi la sua vita.
Allora partendo dallo studio teorico sui concetti cardine della teoria generale sui sistemi, sui modelli di interazione familiare e sulle dimensioni implicite e mitiche ad essi sottostanti insieme al lavoro pratico sulle singole tecniche quali ad esempio il genogramma e il ciclo di vita, sto facendo un lavoro su me stessa che comporta l’ascolto empatico e uno sguardo privilegiato sull’ importanza delle mie emozioni, sugli strumenti di autoconoscenza e di disvelamento delle varie “sfaccettature” di Chiara.
In questo preciso momento sto proseguendo il mio viaggio, il percorso svolto è stato gratificante, a tratti, doloroso, per il senso di spaesamento e perdita che, a volte, ho avvertito, ma sicuramente necessario per “vedere” oltre il mio sguardo.
Non so dove mi porterà, ma so che sono una camminatrice instancabile.
Sempre avanti, sempre oltre.